Dal 1 maggio 2026 Amazon applica in Italia un aggiornamento alle tariffe degli ordini di rimozione e reimpiego inventario di Logistica di Amazon. L'annuncio nei Seller Forums italiani e' chiaro: le tariffe vengono addebitate per unita' nel momento in cui ciascuna unita' viene rimossa o reimpiegata, invece di arrivare tutte insieme quando l'intero ordine e' completato.
Per un seller Amazon.it il punto pratico non e' solo sapere che la tariffa esiste. Il rischio e' leggere male un addebito parziale, aprire un caso fondi confuso, oppure contestare Amazon prima di aver collegato ordine di rimozione, SKU, FNSKU, stato dell'unita' e riga di pagamento. La nuova tempistica richiede una riconciliazione piu' ordinata.
Risposta breve: cambia il momento dell'addebito
Amazon indica che le tariffe di rimozione e reimpiego restano invariate: cambia il momento in cui compaiono. Questo significa che un ordine creato dal 1 maggio puo' generare piu' righe nel tempo, mentre le unita' vengono elaborate. Se guardi solo il totale finale o il saldo del giorno, il caso puo' sembrare un errore anche quando e' solo una sequenza non ancora completata.
- Parti dall'ordine di rimozione o reimpiego: data creazione, marketplace, tipo di azione richiesta e stato attuale.
- Abbina ogni riga a SKU, FNSKU, ASIN, quantita' richiesta, quantita' elaborata e quantita' ancora aperta.
- Controlla la scheda Transazioni per vedere quando ogni unita' e' stata addebitata.
- Non trattare una riga parziale come doppio addebito finche' non hai confrontato unita' elaborate e unita' residue.
- Se l'ordine riguarda inventario non gestibile, conserva anche il motivo operativo che ha portato alla rimozione o al reimpiego.
Non contestare il totale prima delle unita'
La domanda corretta non e' subito perche' Amazon ha addebitato questo importo. Prima devi chiedere quali unita' sono state elaborate, quando, e con quale riga di transazione.
Dove guardare prima di aprire un caso
Un caso utile parte da Seller Central, non dal solo estratto conto. Devi collegare inventario e pagamenti. Se Amazon vede una contestazione generica su commissioni FBA, puo' rispondere con una spiegazione standard; se vede ordine, unita' e transazioni, il team puo' verificare il punto preciso.
- Pagamenti > Transazioni: filtra il periodo dal 1 maggio in avanti e cerca le righe collegate a rimozione o reimpiego.
- Inventario FBA: verifica se le unita' erano disponibili, non gestibili, in rimozione, in elaborazione o gia' chiuse.
- Ordini di rimozione: salva ID ordine, indirizzo o destinazione, quantita', data e stato di ogni spedizione.
- Report inventario: confronta disponibilita' prima e dopo l'elaborazione, soprattutto per ASIN con piu' SKU o varianti.
- Casi aperti: se esiste gia' un ticket su inventario smarrito, danneggiato o non riconciliato, cita quell'ID invece di aprire una linea parallela.
Quando sembra un problema di fondi
Le nuove righe possono creare rumore nei pagamenti. Un seller che vede saldo piu' basso, piu' addebiti FBA o un saldo negativo puo' pensare subito a fondi trattenuti. Ma rimozione, reimpiego, riserva, rimborsi cliente, costi pubblicitari e saldo negativo sono fenomeni diversi. Mescolarli rende piu' difficile ottenere una risposta utile.
- Se il saldo e' sceso, separa addebiti di rimozione, commissioni FBA ordinarie, rimborsi cliente e riserva a livello account.
- Se appare saldo negativo, verifica se e' nato da costi reali elaborati o da un blocco pagamenti separato.
- Se aspetti un rimborso FBA, non compensarlo mentalmente con la tariffa di rimozione: sono decisioni diverse.
- Se usi integrazioni contabili, controlla se importano correttamente righe parziali e date di elaborazione.
- Se devi aprire un caso, chiedi la verifica di specifiche righe di transazione, non la revisione generale del saldo.
Se l'inventario era gia' un caso FBA
La parte piu' delicata riguarda l'inventario che era gia' problematico: unita' non gestibili, ASIN bloccati, rimborsi FBA rifiutati, discrepanze inbound o merce rimossa dopo una decisione operativa. In questi casi la tariffa puo' essere solo l'ultima riga di una storia piu' lunga.
- Se Amazon aveva gia' segnalato l'inventario come non gestibile, conserva motivo, data e schermata prima della rimozione.
- Se l'ASIN era soppresso o disattivato, separa il problema catalogo dal costo di movimentazione dell'inventario.
- Se mancavano unita' in ingresso, non usare la tariffa di rimozione per dimostrare la perdita: serve la prova di spedizione e ricezione.
- Se l'ordine di rimozione non arriva o arriva incompleto, tieni separati tracking, contenuto atteso e addebiti gia' registrati.
- Se Amazon contesta richieste di rimborso ripetute, fermati prima di inviare nuovi claim e ricostruisci la catena probatoria.
La prossima mossa giusta
Per i seller italiani, la mossa utile dopo il 1 maggio e' creare una tabella di riconciliazione per ogni ordine di rimozione o reimpiego: ordine, SKU/FNSKU, unita' richieste, unita' elaborate, data transazione, importo, stato inventario e casi Amazon collegati. Se il nodo reale e' un rimborso FBA o un inventario non riconciliato, riporta il caso al percorso richieste improprie di rimborso FBA; se invece il problema e' saldo, riserva o payout, separalo prima di aprire un'escalation sui fondi.